IL VINO “MADE IN ITALY” GUARDA AL FUTURO, OLTRE LA CRISI COVID

Il calo storico dell'export del vino e le stime positive della vendemmia 2020, i percorsi tradizionali della produzione territoriale e le linee strategiche delle denominazioni di punta: la nuova stagione si apre all'insegna delle incognite, ma non mancano i segnali incoraggianti per il futuro. Ecco alcuni spunti interessanti su ciò che si sta muovendo nel mondo vitivinicolo, per affrontare con fiducia le nuove sfide del mercato. 


Sarà un'ottima annata

Sarà un'ottima annata

Le prime stime sulla vendemmia presentate da Assoenologi, Ismea e Unione Italiana vini parla di qualità delle uve buona se non ottima e in alcuni casi eccellente, per un’annata che si preannuncia interessante. Una quantità in linea con quella dello scorso anno che mai come quest’anno risente della congiuntura economica e della conseguente misura di riduzione volontaria delle rese messa in campo dal Governo, oltre a quelle operate da molti Consorzi di tutela. Una quantità che tuttavia dovrebbe consentire all’Italia di rimanere il principale produttore mondiale di vino, seguita dalla Francia con 45 milioni di ettolitri e dalla Spagna.

Fonte: www.repubblica.it


Vino: prima volta in 30 anni cala l'export,-4% da crisi Covid

Vino: prima volta in 30 anni cala l'export,-4% da crisi Covid - Terra & Gusto

Trend in diminuzione del 4% nel 2020 per le vendite di vino italiano nel mondo che fanno registrare «una storica inversione di tendenza che non ha precedenti negli ultimi 30 anni a causa delle difficoltà registrate dalla ristorazione in tutto il mondo per l'emergenza coronavirus». A rilevarlo è Coldiretti con un'analisi sulla base dei dati Istat relativi ai primi cinque mesi dell'anno in occasione dell'inaugurazione della vendemmia.

Fonte: www.ansa.it


Tutto sulla vendemmia a Nordest

Tutto sulla vendemmia a Nordest: attesa un'ottima annata

Con 11.059 milioni ettolitri di vino, il Veneto è la prima regione vitivinicola in Italia. I primati regionali per prodotti certificati hanno conquistano un valore dell’export pari a 7,10 miliardi di cui 2,60 solo per il comparto wine contribuendo notevolmente al record storico italiano di 6,4 miliardi raggiunto nel 2019. La vendemmia in campo è la prima segnata dagli effetti della pandemia mondiale, delle tensioni commerciali internazionali con la minaccia dei dazi e della Brexit con l’uscita dall’Unione Europea della Gran Bretagna che è stata per lungo tempo il principale cliente del prosecco, il vino italiano più esportato nel mondo.

Fonte: nordesteconomia.gelocal.it


Prosecco: la star del vino italiano guarda al futuro

Prosecco: la star del vino italiano guarda al futuro[...]

La denominazione veneta traina il consumo dei vini spumanti nel mondo anche in pieno lock-down e si prepara per le novità. Il direttore del Consorzio del Prosecco DOC illustra in che direzione sta andando questa importante denominazione italiana e come stia affrontando il delicato momento che stiamo attraversando, anche in previsione della prossima campagna vendemmiale. Due le linee guida principali: programmazione e gestione delle produzioni da destinare al mercato, da un lato, valorizzazione e promozione della denominazione, dall'altro.

Fonte: www.winemeridian.com


Vini, l'Abruzzo Pecorino: caratteristiche e alcune curiosità

Vini, l'Abruzzo Pecorino: caratteristiche e alcune curiosità

Coltivate in tutta la regione Abruzzo, le uve pecorino conferiscono al vino caratteristiche organolettiche differenti a seconda del terreno dove sorgono le vigne e dei metodi di vinificazione e affinamento. I vini provenienti dai vigneti costieri hanno, per esempio, una grande impronta sapida mentre freschezza e acidità sono più marcate nelle proposte che provengono dai piedi della Majella e del Gran Sasso. Insomma la versatilità è uno dei punti di forza dell’Abruzzo Pecorino e sono davvero tante le proposte abruzzesi da degustare.

Fonte: www.abruzzonews.eu


Prodotti tipici e vini pregiati: camminare per scoprire il made in Italy

Prodotti tipici e vini pregiati: camminare per scoprire il made in Italy

Non solo storia e tradizioni, religione e nutrimenti dell’anima. I cammini d’Italia sono anche una grande occasione per scoprire i prodotti tipici locali, quel comparto che rientra nella voce enogastronomia che pone il nostro Paese in cima al mondo. Il 92% delle produzioni tipiche nazionali nasce infatti nei paesini con meno di cinquemila abitanti, quel sistema virtuoso di poco meno di 5.500 centri che rappresentano quasi il 70% dei Comuni italiani.

Fonte: www.repubblica.it

 

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