5 ragioni per attivare processi di internazionalizzazione in India

L'India rappresenta una delle economie trainanti a livello mondiale, la quarta in termini di potere d'acquisto e la seconda a più rapida crescita. È caratterizzata dalla presenza di una forza lavoro alquanto specializzata e da una domanda interna in costante aumento; secondo le ultime proiezioni, infatti, il paese asiatico continuerà a crescere a un tasso superiore all'8% (l'8,2% il dato atteso per il prossimo anno). Le dinamiche commerciali tra India ed Italia interessano diversi settori produttivi di rilievo (chimico, metalmeccanico, materie plastiche, automotive, trasformazione alimentare, tessile) e si registrano reciproche convenienze tra gli elementi distintivi del tessuto imprenditoriale nostrano e le caratteristiche peculiari del mercato indiano. Vediamo di seguito i principali motivi e vantaggi che potrebbero favorire percorsi di internazionalizzazione delle nostre aziende verso il paese orientale.

1. Ideale collocazione strategica nel mercato asiatico

Dotata di un'altissima percentuale di PMI dalla caratteristiche comuni a quelle italiane, l'India punta molto sulla collaborazione tra realtà organizzative di dimensioni simili. Numerose aziende italiane stanno già attivando delle unità produttive in India, motivando la loro scelta con il desiderio sì di commercializzare nel mercato indiano, ma anche con l'obiettivo di entrare in altri mercati orientali, utilizzando quindi gli impianti operativi in India come veri e propri hub aziendali.

La domanda della classe media a livello mondiale dovrebbe raggiungere i 56 trilioni di dollari nel 2030 e, secondo tutte le stime fornite dalle agenzie di studio e dagli istituti internazionali, questi imponenti valori saranno concentrati principalmente nei paesi orientali. Inoltre, le maggiori rotte commerciali marittime che connettono il Far East con l'Europa passano dall'India, ed anche rispetto al corridoio Nord-Sud asiatico il territorio indiano è ben collocato.

Le imprese possono pensare all'India come a un partner strategico, quindi, con la sede originaria in Italia che si concentrerebbe sul mercato europeo e occidentale, mentre il sito produttivo indiano risponderebbe alle esigenze dell'enorme mercato locale e fungerebbe da ponte per le relazioni d'affari con Asia e Oceania, mercati altrimenti difficili da raggiungere dati i costi di movimentazione merci. Sono già diversi i casi di successo documentati riguardanti stabilimenti di produzione nel Paese orientale aperti da aziende nostrane per servire l'India, e da lì muoversi verso l'Asia e l'Australia, nell'ottica di cogliere l'opportunità logistica di localizzare la produzione in una posizione centrale rispetto all'ecosistema asiatico.

2. Prospettive vantaggiose di un'economia in fase crescente

La Repubblica dell'India viene considerata la più vasta democrazia al mondo ed è contraddistinta da un sistema politico piuttosto stabile. Le diverse analisi effettuate dal Fondo Monetario Internazionale o da enti di ricerca privati, come Ernst & Young, evidenziano le ottime performance dei macro-indicatori dell'economia indiana, anche grazie al contributo delle specifiche riforme che sono state messe in atto negli ultimi anni.

La fiducia degli investitori esteri, in particolare, è piuttosto elevata (nel 2017 l'India è risultato il principale paese al mondo come ricezione di investimenti dall'estero, segnando un incremento del 37% rispetto alla precedente misurazione).

Il fattore demografico rappresenta poi uno specifico vantaggio competitivo in prospettiva, da due punti di vista. Da un lato, nel 2020, quella indiana diventerà la popolazione con l'età media più giovane al mondo (29 anni), per poi attestarsi sui 32 anni di media entro il 2030. Allo stesso tempo, la middle class indiana (con i relativi consumi) sta crescendo in modo esponenziale e le proiezioni socio-economiche mostrano questo ampio segmento in rapporto crescente rispetto agli omologhi di altre aree come quella europea o cinese, arrivando nel 2050 a costituire il 40% del totale mondiale dei consumi.

Cosa significa tutto questo in termini commerciali? Mettendo insieme i due elementi (bassa età media e maggiore potere d'acquisto della middle class) si ottiene una nutrita fascia di consumatori che potrà concentrare i propri redditi (molto più elevati rispetto a quelli dei propri genitori, considerati i nuovi livelli occupazionali garantiti dalle aziende internazionali presenti in India) in una vasta gamma di beni e servizi, soprattutto nei settori legati al fashion e al lifestyle (moda, turismo, ecc.).

3. Complementarietà con il sistema imprenditoriale italiano

L'India si presenta come un ambiente particolarmente amichevole e ricettivo per gli investitori. Come già segnalato, tra le due economie esistono tutta una serie di sinergie e complementarietà che possono essere prese in considerazione dalle aziende che vogliono fare affari. Ci sono molte compatibilità fra i due sistemi imprenditoriali; la maggior parte delle imprese in loco sono PMI a conduzione familiare, paragonabili a livello di dimensione e di dinamiche organizzative a quelle del nostro paese. In alcune regioni indiane, poi, numerose persone capiscono o parlano la lingua italiana.

Rispetto ad altre realtà orientali, l'India è orientata a lavorare in ottica qualità (non solo per grandi quantitativi, quindi) e i processi di trasferimento tecnologico rivestono un ruolo di primo piano. L'India è molto forte nello sviluppo di software e nell'approccio alle nuove tecnologie, e l'Italia per il paese asiatico rappresenta un'importante fornitore di tecnologia, in vari settori: componentistica, automotive, macchinari tessili. Nel territorio indiano sono presenti materie prime di ottima qualità e l'Italia può mettere al servizio il proprio know-how (diverse unità R&D di aziende italiane sono già localizzate nel paese orientale). Grande importanza assume di conseguenza la ricerca di sinergie nel settore moda e accessori, così come la collaborazione nel design automobilistico.

In quasi tutti i settori industriali, tra l'Italia e l'India il potenziale di collaborazione è sicuramente elevato. All'interno delle opportunità offerte nei prossimi anni dal mercato indiano si evidenziano alcuni settori maggiormente attrattivi: chimica, farmaceutica, meccanica e trasformazione alimentare. Per quanto riguarda quest'ultimo ambito, bisogna evidenziare la fase di trasformazione che sta attraversando l'agricoltura indiana. Le piccole aziende agricole si stanno sempre più riunendo in forma aggregata, per meglio favorire meccanismi di promozione e di sviluppo tecnologico. Nel settore del vino, ad esempio, diverse PMI indiane stanno acquisendo tecnologia e know-how dalle imprese italiane. Buone opportunità potrebbero essere quelle di cooperare con aziende agricole del paese asiatico per produrre vino indiano destinato al mercato locale o di concorrere alla produzione di macchinari dedicati all'agribusiness.

4. Intenso programma di riforme economiche e sviluppo infrastrutture

L'India sta portando avanti un sostenuto programma di riforme e iniziative politiche in ambito produttivo, su tutti i fronti: procedure documentali e visti, fiscalità, burocrazia, attrazione investimenti, vantaggi economici e agevolazioni per le imprese. Questo nuovo assetto economico-istituzionale sta progressivamente favorendo la sottoscrizione di partenariati e accordi imprenditoriali e lo scambio di materie prime con altri paesi. Il 50% della popolazione indiana è inoltre legata direttamente o indirettamente al settore dell'agricoltura e il governo ha intenzione di effettuare significativi investimenti in questo comparto.

Attualmente il sistema politico indiano si sta parecchio concentrando sullo sviluppo interno delle infrastrutture, con l'implementazione di corridoi industriali che vanno a collegare i principali centri produttivi e i nodi industriali del paese. I progetti infrastrutturali sono soprattutto volti a mettere gli investitori indiani e stranieri nelle migliori condizioni possibili per essere presenti sui mercati internazionali. Il dato esemplificativo di 27 km di nuove strade costruite ogni giorno, relativo all'ultimo anno, testimonia l'impegno che l'India sta mettendo nel modernizzare rapidamente le proprie infrastrutture.

Se si prende in considerazione lo studio annuale effettuato dalla Banca Mondiale riguardante i paesi nel mondo in cui è più facile fare affari, emerge che a partire dal 2014 l'India è andata sempre a migliorare, scalando di circa 70 posizioni la speciale classifica che la vedeva solo pochi anni fa agli ultimi posti tra i 150 paesi rappresentanti. Nel prossimo periodo, il governo intende fondare 100 smart city, avviare la costruzione di 10 nuovi aereoporti internazionali e di 7 linee ferroviarie ad alta velocità, nonché realizzare ulteriori porti e autostrade. Alcune regioni indiane stanno vivendo una fase di grande trasformazione attinente, oltre il livello strutturale e infrastrutturale, anche il campo dell'energia, con interessanti opportunità per le aziende straniere che operano in questo settore.

5. Opportunità offerte dalle positive relazioni diplomatiche e commerciali

Quest'anno Italia e India celebrano i loro primi 70 anni di relazioni diplomatiche. Molteplici sono le iniziative e gli strumenti in campo per facilitare bilateralmente gli scambi commerciali e gli investimenti. Tra le agevolazioni si segnala il c.d."meccanismo celere", già in essere fra i due Paesi, e tramite il quale è possibile favorire gli investimenti che provengono dall'Italia e risolvere potenziali difficoltà che dovessero eventualmente insorgere nelle attività d'affari.

La Commissione Economica Mista, poi, è l'istituto per le relazioni economiche Italia-India, ed è costituita da funzionari dei due Paesi che si riuniscono ogni anno. Nel prossimo incontro, previsto in India a gennaio 2019, verranno affrontate le principali tematiche riguardanti lo sviluppo e la crescita economica e la rimozione di barriere e ostacoli presenti nelle relazioni commerciali. Durante questo meeting verrà organizzato inoltre un forum tra i CEO delle aziende più intraprendenti che stanno già attivamente collaborando nel mercato indiano.

A completare il quadro troviamo l'organizzazione di un consistente numero di eventi business dedicati alla promozione dei rapporti imprenditoriali tra India e Italia. Si tratta di rilevanti opportunità che consentono, alle imprese nostrane, di farsi conoscere nel mercato indiano e, ai rappresentanti economico-istituzionali indiani, di entrare in contatto con i leader mondiali nel settore. Al Technology Summit, recentemente svoltosi in India, hanno partecipato le maggiori aziende italiane appartenenti ai campi più avanzati della tecnologia (rivolti in particolare ai sistemi medicali e ai beni culturali). Di particolare interesse, infine, i prossimi eventi in calendario, dedicati ai settori dell'automotive, delle energie rinnovabili ed ai temi connessi a industria 4.0.


Questo articolo di approfondimento trae spunto dalla partecipazione di Abruzzo-Italy al seminario "Focus on India", organizzato il 14 novembre dal Centro Estero Abruzzo presso la sede della Camera di Commercio di Chieti-Pescara, che ha visto la presenza della Vice-ambasciatrice indiana in Italia, Gloria Gangte. L'evento è stato utile occasione per analizzare le opportunità offerte da un Paese popolato da 1,3 miliardi di persone, che riesce a far coesistere, nella sua vasta estensione territoriale, 22 lingue ufficialmente riconosciute. Con l'India, l'Abruzzo sta già sviluppando interessanti rapporti commerciali (i dati export ammontano a 24 mil. euro e quelli import a 37 mil. euro) e si evidenzia l'intenzione di costruire un sistema di relazioni imprenditoriali utili allo sviluppo comune dei due sistemi economici.

Scarica la presentazione a cura dell'Ambasciata Indiana a Roma

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