Birra artigianale, l’amica beverina a km zero

Sembra che la birra sia nata casualmente e che tragga le sue origini  dalla ”distrazione” di una donna. Infatti la leggenda racconta che una contadina dimenticò la sua anfora colma di cereali all’esterno dell'abitazione prima di un temporale e il giorno dopo la trovò piena di una bevanda profumata. Si era innescato un processo di lievitazione naturale, infatti quasi tutti i cereali contenenti zuccheri sembra possano fermentare spontaneamente grazie a lieviti presenti nell’aria.  L’analogia tra le due sublimità è evidente, la birra può essere   bionda o rossa, scura e dai colori decisi che richiamano  personalità femminili. Si potrebbe dire che  è come una donna, spumeggiante, fresca e decisa, talvolta torbida ma anche eterea, limpida  e con un alto denso bianco cappello. Speziata o fruttata, a seconda dei momenti è la compagna di ogni giorno ma da gestire con moderazione. La storia  racconta che la birra nacque in Mesopotamia nel 4500 a.C, in Italia  invece  i primi a bere birra furono gli etruschi: la bevanda si chiamava “pevakh”, fatta inizialmente con segale e farro, poi con frumento e miele. La prima malteria tutta italiana nacque a Avezzano (Aq)  sulle terre del Fucino  dove comparvero le piantagioni di orzo e malto “Le Malterie Italiane” fu inaugurata nel 1890.

Le birre artigianali si chiamano crude perché non subiscono processi di pastorizzazione e microfiltrazione, passaggio necessario per i prodotti industriali a lunga conservazione. Queste tecniche infatti servono ad eliminare microbi e batteri che potrebbero risultare dannosi ma che contengono anche grandi proprietà dal punto di vista nutritivo.

Contiene lieviti vivi perciò si dice che è viva  Viene anche chiamata “pane liquido” poiché contiene gli stessi ingredienti del pane con l’aggiunta del luppolo. È un concentrato di vitamine e sali minerali con  un ottimo rapporto calcio-fosforo, a basso contenuto di sodio, ha effetto diuretico. Le birre artigianali sono spesso legate ad eccellenze del territorio, si dice a km zero proprio perché i birrifici artigianali sono legati al territorio utilizzandone le risorse. Il prodotto diventato di qualità, molto ricercato ed affermato ha una fine lavorazione dalle innumerevoli  caratteristiche di pregio.

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