Prospettive attuali dell’export distrettuale abruzzese: cosa mostra l’ultima rilevazione di Intesa-Sanpaolo

Quali sono i recenti trend dell'esportazione dei distretti abruzzesi? L'ultima pubblicazione del "Monitor dei Distretti Abruzzo", a cura della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo e relativa all'andamento del 3° trimestre 2018, offre lo spunto per una valutazione schematica in merito all'evoluzione congiunturale dei distretti regionali.

Gli elementi emergenti vanno considerati in modo dinamico e tendenziale, perché messi altresì a raffronto con periodi precedenti. Va precisato che si tratta di analisi rese complesse anche dalla difficile reperibilità di dati aggiornati a livello territoriale e dal numero relativamente circoscritto di settori per cui è possibile effettuare incroci tra province e comparti riferiti alle esportazioni.

Pertanto, anche se la congiuntura dei distretti può essere approssimata con un grado di confidenza delimitato, dallo studio possono essere estrapolate alcune tendenze di fondo interessanti, che fanno maggiore luce sulla situazione e sui possibili scenari dell'export distrettuale abruzzese.

Le indicazioni possono inoltre fornire uno stimolo per l'implementazione di particolari strategie e misure da adottare nel prossimo futuro, a livello regionale e distrettuale, in grado di agevolare i trend favorevoli e compensare o invertire le congiunture negative. Ecco di seguito le principali direttrici che affiorano dallo studio.

Positiva affermazione del modello distrettuale abruzzese nello scenario export nazionale

Tornando a crescere nel terzo trimestre 2018 (+3,3%), l'export dei distretti abruzzesi mostra risultati migliori sia rispetto alla media dei distretti italiani (+1,4%), sia in rapporto ai dati del manifatturiero regionale (+0,4%), che subisce il rallentamento del comparto della meccanica. Positivo, per l'esportazione distrettuale abruzzese, anche il dato complessivo dei primi nove mesi del 2018 (+3,8%).

Alcune aree abruzzesi sono in particolare caratterizzate da un'ottima performance nel periodo luglio-settembre 2018, come il distretto dei Vini di Montepulciano (+6,6% la variazione tendenziale, pari a 2,5 milioni di euro in più), il cui export deriva per l’80% dalla provincia di Chieti. In controtendenza, invece, la Pasta di Fara (-1,2%, pari a -0,4 milioni di euro), a causa di un calo nelle esportazioni in alcuni paesi chiave, quali Giappone, Regno Unito, Canada, Olanda e Russia.

Volatilità nell'andamento delle esportazioni di alcuni comparti territoriali

Come già evidenziato anche in precedenti rilevazioni, il ridotto valore di alcune tipologie di esportazione (sovente legato a una flessione dei prezzi) ha in parte determinato negli ultimi tempi un'estrema fluttuazione dell'export, specificamente nei distretti del Mobilio abruzzese e dell’Abbigliamento nord e sud-abruzzese.

Così, mentre il terzo trimestre 2018 ha visto in crescita le esportazioni dell'Abbigliamento - sia per il distretto nord-abruzzese (+5,3%, pari a +1,4 milioni di euro) che per quello sud-abruzzese (+19,5%, pari a +2,2 milioni di euro) - il distretto del Mobilio ha registrato una diminuzione dell'export del -4,2% (pari a -1,2 milioni di euro), dovuta principalmente alla riduzione dei flussi verso alcuni mercati tradizionali.

Contributo significativo all'export dai mercati maturi, delusione dai mercati emergenti

Dai dati emerge che a contribuire positivamente alla performance dei distretti abruzzesi sono stati essenzialmente i mercati maturi (+8,2%), mentre sono calati i mercati emergenti (-9,5%). Per quanto riguarda questi ultimi, balza all’occhio la forte riduzione delle esportazioni verso la Russia (-31%); su questo mercato hanno perso terreno tutti i distretti abruzzesi e in particolar modo l’Abbigliamento sud-abruzzese. Un calo significativo si è registrato inoltre in Qatar (-89,5%).

Con riferimento ai mercati maturi (che pesano per il 76% nelle esportazioni dei distretti abruzzesi nel terzo trimestre 2018), è possibile rilevare, considerando i maggiori mercati di sbocco, una sensibile crescita dei flussi verso la Svizzera (ove alcuni importanti player distrettuali hanno centri di distribuzione e logistica; ad esempio la Brioni Spa, appartenente al gruppo Kering) e il Canada; molto bene anche Regno Unito, Germania e Paesi Bassi.

Ripercussioni negative delle contrazioni del mercato statunitense sul Polo ICT

Notoriamente, il Polo ICT dell’Aquila è legato all’andamento dell’export nel suo principale mercato di sbocco, gli Stati Uniti, che da soli hanno assorbito l’83% delle esportazioni nel periodo luglio-settembre 2018. E proprio nel mercato statunitense, rispetto all'anno precedente, si rileva una contrazione dei flussi del 17,5%.

Pertanto, mentre i Poli tecnologici italiani sono rimasti sostanzialmente stabili nel terzo trimestre 2018, il Polo ICT dell’Aquila ha registrato nello stesso periodo un dato decisamente peggiore, con un calo delle esportazioni pari al 14,2%. Anche il dato complessivo dei primi nove mesi del 2018 risulta negativo, con una riduzione dell'export del 7,3%.


Scarica l'intero documento "Monitor dei distretti Abruzzo (gennaio 2019)"

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