5 CONSIGLI MIRATI PER OTTIMIZZARE L’ESPERIENZA ICE EXPORT LAB

Sono in scadenza i termini per candidarsi alla prima edizione abruzzese dell'Export Lab, lo strumento innovativo di formazione e accompagnamento all'estero per le imprese sviluppato da ICE-Agenzia nell'ambito del Piano Export Sud 2, di cui abbiamo dato avviso lo scorso dicembre. Trattandosi di un percorso particolarmente dettagliato e impegnativo, è importante per imprenditori e operatori interessati capire come  intraprenderlo in modo adeguato.

Il Polo Abruzzo-Italy ha partecipato ai recenti seminari di orientamento ai mercati esteri di Campobasso (14 dicembre) e Pescara (17 gennaio), organizzati anch'essi nel contesto del Piano Export Sud, nei quali sono state presentate alcune delle principali caratteristiche dell'Export Lab. Ci siamo quindi confrontati direttamente con la responsabile dell'ICE Cristina Gioffré per analizzare più in dettaglio come usufruire al meglio di questa possibilità. Ecco di seguito alcuni utili spunti e suggerimenti per ottimizzare l'esperienza di partecipazione all'Export Lab.

  1. Avere una chiara convinzione di andare all'estero

L'adesione all'Export Lab non deve essere colta come una mera opportunità da parte dell'impresa, ma è fondamentale che vi sia alla base una forte motivazione nella decisione di muoversi verso l'estero. La durata complessiva dell'iniziativa (18 mesi) dà l'idea del tempo che ci vuole per poter affrontare la concorrenza estera e comunicare il valore dell'azienda e del prodotto. Si tratta quindi di un percorso da seguire fino in fondo, anche con la consapevolezza che nell'immediato possano non esserci i frutti sperati. L'Export Lab prevede a monte proprio una serie di colloqui motivazionali al fine di chiarire ogni eventuale dubbio delle aziende e di misurare il loro grado di convincimento nel portare a termine tutto il processo.

  1. Mostrare un approccio aziendale equilibrato

Alcune aziende sono molto fiduciose e pensano di poter riproporre all'estero un modello che ha giù funzionato in Italia, non tenendo pienamente conto del diverso contesto socio-economico e della forte concorrenza che potrebbero incontrare in un mercato internazionale. Altre aziende, pur mostrando un forte potenziale, sono scoraggiate dall'idea di dover riorganizzare la propria attività e di dover affrontare dinamiche di mercato più complesse. Tra le due estremità di un facile ottimismo e di un eccessivo scoramento, è essenziale mantenere un'equilibrata mentalità al contempo positiva e flessibile, in grado di far fronte agli adattamenti di mercato e di organizzazione. In quest'ottica, l'attività formativa prevista durante l'Export Lab aiuta anche a sostenere la cultura imprenditoriale per le azioni di commercio estero.

  1. Essere perseveranti nel completare l'intero percorso

Ciò che contraddistingue l'Export Lab da altri strumenti di supporto aziendale è il fatto che si tratta di un percorso integrato di accompagnamento della durata di 1 anno e mezzo. Si parte dalle basi, con incontri formativi di tipo seminariale a cadenza serrata, in cui vengono affrontati gli aspetti strategici fondamentali nel processo di internazionalizzazione (identità, posizionamento, comunicazione, ecc.), per poi arrivare nel secondo step all'individuazione personalizzata di 2 o 3 mercati esteri di interesse, con un'analisi di prefattibilità e una valutazione del potenziale successo del prodotto. Ma è solamente giungendo alla fase finale che si perviene a un reale tentativo di esplorazione diretta del mercato selezionato, incluso la presentazione dell'offerta e la stima di eventuali richieste, per il tramite anche della rete degli uffici esteri dell'ICE.

  1. Stabilire una relazione fruttuosa con i consulenti esterni

Per le attività di internazionalizzazione, le aziende devono spesso fare riferimento a società di consulenza o professionisti, delegando quindi esternamente specifiche funzioni di natura anche strategica. Il percorso integrato dell'ICE prevede inoltre una fase di sostegno in azienda dove un esperto aiuta l'imprenditore ad elaborare un piano di sviluppo sul mercato estero, determinando gli obiettivi e razionalizzando gli strumenti che si hanno a disposizione. È di primaria importanza che l'impresa si coordini in modo propositivo con tutte queste professionalità esterne, che gestisca quindi attivamente questi rapporti affinché si produca realmente una crescita organizzativa sia nella cultura manageriale che nell'approccio all'esportazione.

  1. Coinvolgere tutta l'impresa nel processo di internazionalizzazione

La partecipazione a un'iniziativa come l'Export Lab è solo il passo iniziale. Tutto si deve poi tradurre nell'attività quotidiana dell'azienda, che comporta anche la necessità di riorganizzarsi internamente e di dotarsi degli opportuni strumenti per affrontare i vari aspetti relativi alla vendita all'estero, come l'adeguamento del prodotto, la conformità a certificazioni, le relazioni con eventuali partner, le tutele a livello contrattuale e la gestione dei trasporti e delle dogane. In questa prospettiva diventa pertanto determinante il coinvolgimento dell'intera azienda, perseguendo un obiettivo condiviso che si riverbera nella qualità del prodotto, nel rispondere tempestivamente alle richieste, nella mentalità della cura del cliente e nel dare sempre un'immagine professionale a tutti i livelli.

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